Intervista a Gino Corioni
Vi giro una mail che ho appena ricevuto. Riporta un'intervista tratta dal quotidiano Il Romanista, fatta da Andrea Di Caro al presidente del Brescia Gino Corioni. E' decisamente lunghina, ma credo che sia meritevole di lettura per i pochi (alcuni di voi li conosco bene...) che credono ancora nella pulizia nel mondo del calcio....
In serie A e B, la metà dei dirigenti sono ai primi anni nel calcio,
quindi influenzabili e spaventabili. A me che ho un’età e
un’esperienza antica, solo pochi anni fa c’è chi ha detto: “Se ti
metti contro di noi, non fai calcio. Lo sai dove va a finire il
Brescia in Interregionale”. Io me ne frego, ma altri?». Lo ha detto
venerdì scorso Gino Corioni in un’intervista.
Gli stessi concetti li ha confermati lo stesso giorno anche Diego
Della Valle, presidente della Fiorentina: «C’è gente timorosa nel
prendere posizione, come se ci fosse poi da pagare dazio, come se
uscire allo scoperto possa comportare chissà quali reazioni contro il
proprio club. Ho visto persone che non arrivano a iscriversi al
campionato e per farlo devono parlare il meno possibile. C’è gente che
è sotto schiaffo da tempo. Se si ha paura di dire quel che si pensa,
significa che il sistema è sbagliato».
Roba da far saltare sulla sedia. Roba da far drizzare le orecchie all’
ufficio Indagini. Convocheranno Corioni e Della Valle per saperne di
più? La Figc aprirà un fascicolo?. Abbiamo aspettato tre giorni ma,
senza nessuna sorpresa da parte nostra, nessuno si è mosso. E allora
lo abbiamo chiamato noi, Gino Corioni, per saperne noi di più. Per
capire chi minaccia, chi spaventa, chi gestisce oggi il potere.
Presidente Corioni, parlando in privato con molti suoi colleghi si
riscontra un grande malcontento, ma anche la paura di uscire allo
scoperto. La conclusione degli sfoghi più ascoltata è: «Ma che fai?
combatti da solo?»
«Ma questa è una vecchia scusa, caro mio, un vecchio modo di pensare,
che porta allo sfacelo».
Lei ha fatto cenno ad avvertimenti, quasi minacce. Insomma, inviti
espliciti su come comportarsi se non si vogliono passare guai,
sportivi si intende. Come avvengono questi colloqui?
«Così come il nostro adesso. Si discute su un argomento e scatta la
frase: “Guarda che noi ti mandiamo (o "loro ti mandano) in quarta
serie”. Ma non hai mai una prova, non è che hai un telefono
controllato, non è che ti metti a registrare la chiacchierata».
Ma chi è che minaccia? I padroni del pallone? I presidenti di Lega e
Figc?
«Guarda, nel calcio da circa 10 anni abbiamo un Ideatore. Uno che
partorisce idee che vanno d’accordo con gli interessi del Milan, per
cui il presidente di Lega le sposa. Il presidente Federale invece non
ci pensa nemmeno a portare avanti un’idea sua che possa andare contro
quella dell’Ideatore e quindi, in seconda battuta, del Milan».
E’ l’ideatore che fa capire che è meglio non schierarsi contro?
«E’ il gruppo che gira intorno all’ideatore, lui direttamente non fa
queste cose. Poi io non so chi è l’ideatore... Magari è il Catanzaro
(sorride, ndr). Ma è l’Ideatore che decide da anni le situazioni più
importanti del calcio.
L’Ideatore è quello che viene comunemente definito "il grande
vecchio"?
«No, non direi che è vecchio.... Lui è solo il grande comandante».
Questo Ideatore o grande comandante, fuma il sigaro?
«Ma no, lascia stare Moggi...Moggi si diverte in questo tipo di
situazione... Lui magari è il braccio, questo sì, ma non la mente».
Continuiamo il gioco per arrivare al nome: mi dia un aiutino, come si
dice in tv....
«Ma dai quale aiutino... è chiaro come il sole...Quello che ipotizzava
lei è il braccio, altri sono la mente...»
Ma se non è il presidente del Milan e non è quello della Figc?
«Prova a usare un po’ di immaginazione... Qui si parte da molto
lontano, dalla Fiat, dai problemi della Fiat, dai rapporti tra Gianni
e Umberto Agnelli, che vedevano il calcio in maniera diversa.
l’Avvocato era figlio di un calcio diverso, voleva un calcio vero.
Voleva vincere, ma nella maniera giusta. Dai contrasti su queste cose,
sono usciti personaggi di un certo tipo... Ma la storia è troppo
lunga...».
C’entrano anche le banche e i grandi finanziatori?
«Ma no, cosa c’entrano? Qui si tratta di altre cose...».
Torniamo all’ideatore e andiamo per esclusione: gli Agnelli non
possono essere...
«Sono scomparsi entrambi poverini...».
Il presidente Federale si muove politicamente, ma non prende certe
decisioni...
«Diciamo che non prende decisioni contro una certa corrente...».
Il presidente di Lega...
«Il presidente di Lega segue la corrente dell’Ideatore per
convenienza. E’ un altro quello che partorisce...».
Il presidente Berlusconi?
«No, sei pazzo? Berlusconi è il Milan. Il Milan arriva dopo, per
secondo, per induzione...».
E’ rimasto solo il Papa...
«E il Catanzaro... Dai non fingere di non capire, non scherzare su. Ho
già detto troppo. Ma scusa secondo te chi può fare l’ideatore?
L’Inter?».
No, l’Inter proprio no...
«Moratti è una persona di una tale serenità interiore e ha uno spirito
giusto....Rimane sempre il Catanzaro...».
L’Inter no, la Roma neanche...
«No la Roma no per tantissimi motivi...».
E’ rimasto un solo uomo: Giraudo.
«Bhè non lo so questo...».
Siamo arrivati è Giraudo...
«L’hai detto tu, non io».
Diciamo allora che Giraudo è uno con parecchie idee...
«Senza dubbio, il problema è se uno lavora per sè o per la causa di
tutti».
Abbiamo capito chi è l’Ideatore.
«Non farlo dire a me, che ho già litigato troppe volte».
Si dice che Giraudo il prossimo anno lascerà la gi*ve...
«Perchè è cambiata l’aria. Giraudo è un uomo che ha lavorato tutta la
vita per la Fiat. Prima del ritorno di Umberto però lui era stato
tagliato fuori da Gianni. Né l’Avvocato né Romiti erano suoi sponsor,
ma io non so il perchè».
Forse perchè erano legati alla vecchia scuola, all’era Boniperti a
quello che veniva chiamato “Stile giu***tus”. Si trattava sempre di
potere, ma forse veniva gestito in un altro modo e con un’altra
eleganza.
«Era un altro calcio. Lo stile gi*ve esisteva davvero, la riconoscenza
ai vecchi loro campioni, il modo di dire le cose... Certamente questi
dirigenti attuali pensano solo ai risultati. Sono l’opposto dello
stile gi*ve a cui siamo abituati a pensare. Badano al sodo e ai soldi.
Ai diritti tv».
La cui ripartizione è alla base dei problemi e delle proteste.
«Bisogna ridistribuirle il divario è troppo grande. da noi si arriva
da 1 a 20 con certe società. In Inghilterra al massimo è 1 a 4. e poi
bisognerebbe premiare anche in base ai risultati ottenuti alla fine
della stagione».
Lo scorso anno lei era tra quelli che si sentivano sottovalutati da
Sky e contribuì a far nascere Gioco Calcio.
«Una storia strana. Chi l’ha voluta ed avallata poi l’ha combattuta.
L’idea era buona poi è stata boicottata, non ho ancora capito perchè».
Io c’ero il 29 maggio scorso al Convegno organizzato da "Il
Riformista", presenti personalità politiche bipartisan, direttori di
giornali e dirigenti, tra cui Giraudo: mentre si chiedeva aiuto alla
politica e si prospettava la vendita dei diritti tv in modo
collettivo, il giorno dopo gi*ve, Milan e Inter firmavano il rinnovo
dei loro accordi con Sky.
«E allora le racconto una cosa anch’io: in gennaio incontro Carraro e
gli dico di avere l’impressione che le tre grandi vogliano rinnovare
il proprio contratto che scadeva nel 2005. Lui mi rassicura: "No,
Gino, stai tranquillo, non è possibile. Ormai tutti hanno capito che
quel modo di contrattare singolarmente è sbagliato. Stai tranquillo”.
Io gli rispondo: “Guarda che se allungano il contratto, si chiude
l’idea di valutare il campionato in maniera complessiva. Noi dobbiamo
vendere il campionato intero, non solo la gi*ve, l’Inter o il Milan.
Perchè se non ci sono anche il Brescia, il Livorno, l’Atalanta e via
di scorrendo, poi che fanno, giocano tra di loro? Da soli, tre o
quattro club? E’ la Lega che deve vendere il campionato, poi
litigheremo per la divisione interna". “Si, sì - mi ha confermato
Carraro - questo ormai lo hanno capito tutti". In marzo mi richiama e
dice: “Gino, quel discorso là non è possibile, per cui arrangiatevi
voi in Lega per pretendere una mutualità diversa”. Io di rimando:
“Scusa noi possiamo anche agitarci ma tu che sei il capo della Figc
perchè non hai bloccato qualcosa?". La realtà è che lui non può
portare avanti le sue idee e questa è la prova più chiara. Perchè
Carraro non ha pensato neanche un attimo che qualcosa nel calcio possa
cambiare».
E ora verrà rieletto presidente della Figc...
«E’ troppo comodo che lui perda i Mondiali maledettamente male, gli
Europei schifosamente male, e resti lì. Fingendo di dare le dimissioni
con l’accordo che verranno respinte».
Da chi partì l’accordo?
«Sempre dalle solite due società che convinsero il consiglio Federale,
che è composto in maniera scriteriata, a respingere le dimissioni.
Allora è una presa in giro (il termine è più colorito, ndr). E che
facciamo? Continuiamo così? Io alla mia età, dopo 35 anni che faccio
il presidente di una squadra di calcio non ho più voglia di farmi
prendere in giro e non sono disponibile a sopportare quello che ho
sopportato fino ad adesso.
Tant’è che le sue proteste sono cominciate già alla prima giornata di
campionato...
«Quando vedo un arbitro come quello di Brescia-gi*ve, Trefoloni, come
faccio a stare zitto? Dopo un minuto mi ammonisce un giocatore, per un
fallo che neanche c’era. Ma poi bisogna vedere "come" lo ammonisce: fa
trenta metri di corsa che sembrava lo volesse mangiare. A parti
invertite invece è già tanto se mi dà una punizione e senza
ammonizione. Questo modo di operare è più grave ai fini del risultato
di un rigore dato. Avendo una squadra giovane, già i ragazzi
cominciano a giocare con un po’ di paura, se poi mi ammonisci uno
subito, dopo 40 secondi, la paura diventa terrore. E via di seguito,
altri tre-quattro cartellini gialli. Alla metà del primo tempo, mentre
giocavamo meglio noi di loro, ho pensato: “speriamo che la gi*ve segni
presto, perchè altrimenti segna l’arbitro", talmente sembrava avesse
voglia che la gi*ve passasse in vantaggio. Poi per fortuna invece il
gol è arrivato su corner...»
Durante la gara però Trefoloni è andato migliorando...
«Sì, sul 2 a 0 per loro l’arbitro è stato bravissimo. E tutti voi
della stampa contro di me perchè “Corioni doveva tacere”. Sullo 0 a 0
ho pensato, la gi*ve gioca contro il Brescia. Ma io sfido tutti i
competenti di calcio del mondo a formare una squadra mondiale e
giocare in quelle condizoni: perderebbe di sicuro. Però tra i
giornalisti nessuno ha fatto considerazioni di questo tipo. E quando
ho invitato i due designatori arbitrali a rivedere insieme con me la
partita, nessuno è venuto. La verità e che se un arbitro è bravo a
gestire la partita in un certo modo, tu perdi. E il 99,9 per cento
degli spettatori non si accorge del perchè. Bisogna saper leggere i
particolari. Non è tanto il rigore, è come si gioca a metà campo, se
ti fanno giocare oppure no. Ancora sullo 0 a 0 con la gi*ve: un fallo
da espulsione di un bianconero: invece arriva solo il giallo.
L’arbitro parte da 40 metri a passo di lumaca si avvicina, al
segnalinee, parla con lui e poi ammonisce. Mentre con i quattro dei
miei sembrava che li volesse mangiare, intimorendoli già con la corsa
e la rabbia con cui si è avvicinato. E poi ancora oggi amici che ho
nel calcio mi dicono: "Gino, non dovevi intervenire così". Ma va là...
(altro termine più colorito, ndr).
Torniamo all’attualità: martedì molti di voi presidenti contrari al
bis di Galliani vi incontrate di nuovo, invitati da Della Valle: avete
un nome alternativo da presentare.
“Il nome non ha importanza, l’importante è il programma».
Perchè Galliani un programma non lo presenta?
«Prova a chiederglielo. Tutti i presidenti lo devono avere. Anche Bush
ha un programma, Galliani no. Perchè? Deve essere eletto per volontà
divina?».
O per quella dell’Ideatore....
In serie A e B, la metà dei dirigenti sono ai primi anni nel calcio,
quindi influenzabili e spaventabili. A me che ho un’età e
un’esperienza antica, solo pochi anni fa c’è chi ha detto: “Se ti
metti contro di noi, non fai calcio. Lo sai dove va a finire il
Brescia in Interregionale”. Io me ne frego, ma altri?». Lo ha detto
venerdì scorso Gino Corioni in un’intervista.
Gli stessi concetti li ha confermati lo stesso giorno anche Diego
Della Valle, presidente della Fiorentina: «C’è gente timorosa nel
prendere posizione, come se ci fosse poi da pagare dazio, come se
uscire allo scoperto possa comportare chissà quali reazioni contro il
proprio club. Ho visto persone che non arrivano a iscriversi al
campionato e per farlo devono parlare il meno possibile. C’è gente che
è sotto schiaffo da tempo. Se si ha paura di dire quel che si pensa,
significa che il sistema è sbagliato».
Roba da far saltare sulla sedia. Roba da far drizzare le orecchie all’
ufficio Indagini. Convocheranno Corioni e Della Valle per saperne di
più? La Figc aprirà un fascicolo?. Abbiamo aspettato tre giorni ma,
senza nessuna sorpresa da parte nostra, nessuno si è mosso. E allora
lo abbiamo chiamato noi, Gino Corioni, per saperne noi di più. Per
capire chi minaccia, chi spaventa, chi gestisce oggi il potere.
Presidente Corioni, parlando in privato con molti suoi colleghi si
riscontra un grande malcontento, ma anche la paura di uscire allo
scoperto. La conclusione degli sfoghi più ascoltata è: «Ma che fai?
combatti da solo?»
«Ma questa è una vecchia scusa, caro mio, un vecchio modo di pensare,
che porta allo sfacelo».
Lei ha fatto cenno ad avvertimenti, quasi minacce. Insomma, inviti
espliciti su come comportarsi se non si vogliono passare guai,
sportivi si intende. Come avvengono questi colloqui?
«Così come il nostro adesso. Si discute su un argomento e scatta la
frase: “Guarda che noi ti mandiamo (o "loro ti mandano) in quarta
serie”. Ma non hai mai una prova, non è che hai un telefono
controllato, non è che ti metti a registrare la chiacchierata».
Ma chi è che minaccia? I padroni del pallone? I presidenti di Lega e
Figc?
«Guarda, nel calcio da circa 10 anni abbiamo un Ideatore. Uno che
partorisce idee che vanno d’accordo con gli interessi del Milan, per
cui il presidente di Lega le sposa. Il presidente Federale invece non
ci pensa nemmeno a portare avanti un’idea sua che possa andare contro
quella dell’Ideatore e quindi, in seconda battuta, del Milan».
E’ l’ideatore che fa capire che è meglio non schierarsi contro?
«E’ il gruppo che gira intorno all’ideatore, lui direttamente non fa
queste cose. Poi io non so chi è l’ideatore... Magari è il Catanzaro
(sorride, ndr). Ma è l’Ideatore che decide da anni le situazioni più
importanti del calcio.
L’Ideatore è quello che viene comunemente definito "il grande
vecchio"?
«No, non direi che è vecchio.... Lui è solo il grande comandante».
Questo Ideatore o grande comandante, fuma il sigaro?
«Ma no, lascia stare Moggi...Moggi si diverte in questo tipo di
situazione... Lui magari è il braccio, questo sì, ma non la mente».
Continuiamo il gioco per arrivare al nome: mi dia un aiutino, come si
dice in tv....
«Ma dai quale aiutino... è chiaro come il sole...Quello che ipotizzava
lei è il braccio, altri sono la mente...»
Ma se non è il presidente del Milan e non è quello della Figc?
«Prova a usare un po’ di immaginazione... Qui si parte da molto
lontano, dalla Fiat, dai problemi della Fiat, dai rapporti tra Gianni
e Umberto Agnelli, che vedevano il calcio in maniera diversa.
l’Avvocato era figlio di un calcio diverso, voleva un calcio vero.
Voleva vincere, ma nella maniera giusta. Dai contrasti su queste cose,
sono usciti personaggi di un certo tipo... Ma la storia è troppo
lunga...».
C’entrano anche le banche e i grandi finanziatori?
«Ma no, cosa c’entrano? Qui si tratta di altre cose...».
Torniamo all’ideatore e andiamo per esclusione: gli Agnelli non
possono essere...
«Sono scomparsi entrambi poverini...».
Il presidente Federale si muove politicamente, ma non prende certe
decisioni...
«Diciamo che non prende decisioni contro una certa corrente...».
Il presidente di Lega...
«Il presidente di Lega segue la corrente dell’Ideatore per
convenienza. E’ un altro quello che partorisce...».
Il presidente Berlusconi?
«No, sei pazzo? Berlusconi è il Milan. Il Milan arriva dopo, per
secondo, per induzione...».
E’ rimasto solo il Papa...
«E il Catanzaro... Dai non fingere di non capire, non scherzare su. Ho
già detto troppo. Ma scusa secondo te chi può fare l’ideatore?
L’Inter?».
No, l’Inter proprio no...
«Moratti è una persona di una tale serenità interiore e ha uno spirito
giusto....Rimane sempre il Catanzaro...».
L’Inter no, la Roma neanche...
«No la Roma no per tantissimi motivi...».
E’ rimasto un solo uomo: Giraudo.
«Bhè non lo so questo...».
Siamo arrivati è Giraudo...
«L’hai detto tu, non io».
Diciamo allora che Giraudo è uno con parecchie idee...
«Senza dubbio, il problema è se uno lavora per sè o per la causa di
tutti».
Abbiamo capito chi è l’Ideatore.
«Non farlo dire a me, che ho già litigato troppe volte».
Si dice che Giraudo il prossimo anno lascerà la gi*ve...
«Perchè è cambiata l’aria. Giraudo è un uomo che ha lavorato tutta la
vita per la Fiat. Prima del ritorno di Umberto però lui era stato
tagliato fuori da Gianni. Né l’Avvocato né Romiti erano suoi sponsor,
ma io non so il perchè».
Forse perchè erano legati alla vecchia scuola, all’era Boniperti a
quello che veniva chiamato “Stile giu***tus”. Si trattava sempre di
potere, ma forse veniva gestito in un altro modo e con un’altra
eleganza.
«Era un altro calcio. Lo stile gi*ve esisteva davvero, la riconoscenza
ai vecchi loro campioni, il modo di dire le cose... Certamente questi
dirigenti attuali pensano solo ai risultati. Sono l’opposto dello
stile gi*ve a cui siamo abituati a pensare. Badano al sodo e ai soldi.
Ai diritti tv».
La cui ripartizione è alla base dei problemi e delle proteste.
«Bisogna ridistribuirle il divario è troppo grande. da noi si arriva
da 1 a 20 con certe società. In Inghilterra al massimo è 1 a 4. e poi
bisognerebbe premiare anche in base ai risultati ottenuti alla fine
della stagione».
Lo scorso anno lei era tra quelli che si sentivano sottovalutati da
Sky e contribuì a far nascere Gioco Calcio.
«Una storia strana. Chi l’ha voluta ed avallata poi l’ha combattuta.
L’idea era buona poi è stata boicottata, non ho ancora capito perchè».
Io c’ero il 29 maggio scorso al Convegno organizzato da "Il
Riformista", presenti personalità politiche bipartisan, direttori di
giornali e dirigenti, tra cui Giraudo: mentre si chiedeva aiuto alla
politica e si prospettava la vendita dei diritti tv in modo
collettivo, il giorno dopo gi*ve, Milan e Inter firmavano il rinnovo
dei loro accordi con Sky.
«E allora le racconto una cosa anch’io: in gennaio incontro Carraro e
gli dico di avere l’impressione che le tre grandi vogliano rinnovare
il proprio contratto che scadeva nel 2005. Lui mi rassicura: "No,
Gino, stai tranquillo, non è possibile. Ormai tutti hanno capito che
quel modo di contrattare singolarmente è sbagliato. Stai tranquillo”.
Io gli rispondo: “Guarda che se allungano il contratto, si chiude
l’idea di valutare il campionato in maniera complessiva. Noi dobbiamo
vendere il campionato intero, non solo la gi*ve, l’Inter o il Milan.
Perchè se non ci sono anche il Brescia, il Livorno, l’Atalanta e via
di scorrendo, poi che fanno, giocano tra di loro? Da soli, tre o
quattro club? E’ la Lega che deve vendere il campionato, poi
litigheremo per la divisione interna". “Si, sì - mi ha confermato
Carraro - questo ormai lo hanno capito tutti". In marzo mi richiama e
dice: “Gino, quel discorso là non è possibile, per cui arrangiatevi
voi in Lega per pretendere una mutualità diversa”. Io di rimando:
“Scusa noi possiamo anche agitarci ma tu che sei il capo della Figc
perchè non hai bloccato qualcosa?". La realtà è che lui non può
portare avanti le sue idee e questa è la prova più chiara. Perchè
Carraro non ha pensato neanche un attimo che qualcosa nel calcio possa
cambiare».
E ora verrà rieletto presidente della Figc...
«E’ troppo comodo che lui perda i Mondiali maledettamente male, gli
Europei schifosamente male, e resti lì. Fingendo di dare le dimissioni
con l’accordo che verranno respinte».
Da chi partì l’accordo?
«Sempre dalle solite due società che convinsero il consiglio Federale,
che è composto in maniera scriteriata, a respingere le dimissioni.
Allora è una presa in giro (il termine è più colorito, ndr). E che
facciamo? Continuiamo così? Io alla mia età, dopo 35 anni che faccio
il presidente di una squadra di calcio non ho più voglia di farmi
prendere in giro e non sono disponibile a sopportare quello che ho
sopportato fino ad adesso.
Tant’è che le sue proteste sono cominciate già alla prima giornata di
campionato...
«Quando vedo un arbitro come quello di Brescia-gi*ve, Trefoloni, come
faccio a stare zitto? Dopo un minuto mi ammonisce un giocatore, per un
fallo che neanche c’era. Ma poi bisogna vedere "come" lo ammonisce: fa
trenta metri di corsa che sembrava lo volesse mangiare. A parti
invertite invece è già tanto se mi dà una punizione e senza
ammonizione. Questo modo di operare è più grave ai fini del risultato
di un rigore dato. Avendo una squadra giovane, già i ragazzi
cominciano a giocare con un po’ di paura, se poi mi ammonisci uno
subito, dopo 40 secondi, la paura diventa terrore. E via di seguito,
altri tre-quattro cartellini gialli. Alla metà del primo tempo, mentre
giocavamo meglio noi di loro, ho pensato: “speriamo che la gi*ve segni
presto, perchè altrimenti segna l’arbitro", talmente sembrava avesse
voglia che la gi*ve passasse in vantaggio. Poi per fortuna invece il
gol è arrivato su corner...»
Durante la gara però Trefoloni è andato migliorando...
«Sì, sul 2 a 0 per loro l’arbitro è stato bravissimo. E tutti voi
della stampa contro di me perchè “Corioni doveva tacere”. Sullo 0 a 0
ho pensato, la gi*ve gioca contro il Brescia. Ma io sfido tutti i
competenti di calcio del mondo a formare una squadra mondiale e
giocare in quelle condizoni: perderebbe di sicuro. Però tra i
giornalisti nessuno ha fatto considerazioni di questo tipo. E quando
ho invitato i due designatori arbitrali a rivedere insieme con me la
partita, nessuno è venuto. La verità e che se un arbitro è bravo a
gestire la partita in un certo modo, tu perdi. E il 99,9 per cento
degli spettatori non si accorge del perchè. Bisogna saper leggere i
particolari. Non è tanto il rigore, è come si gioca a metà campo, se
ti fanno giocare oppure no. Ancora sullo 0 a 0 con la gi*ve: un fallo
da espulsione di un bianconero: invece arriva solo il giallo.
L’arbitro parte da 40 metri a passo di lumaca si avvicina, al
segnalinee, parla con lui e poi ammonisce. Mentre con i quattro dei
miei sembrava che li volesse mangiare, intimorendoli già con la corsa
e la rabbia con cui si è avvicinato. E poi ancora oggi amici che ho
nel calcio mi dicono: "Gino, non dovevi intervenire così". Ma va là...
(altro termine più colorito, ndr).
Torniamo all’attualità: martedì molti di voi presidenti contrari al
bis di Galliani vi incontrate di nuovo, invitati da Della Valle: avete
un nome alternativo da presentare.
“Il nome non ha importanza, l’importante è il programma».
Perchè Galliani un programma non lo presenta?
«Prova a chiederglielo. Tutti i presidenti lo devono avere. Anche Bush
ha un programma, Galliani no. Perchè? Deve essere eletto per volontà
divina?».
O per quella dell’Ideatore....

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