Cuore di Zac
Chiudo con voi, cioè con tutta la gente del Toro di ogni angolo del mondo, raccontando una cosa. Anche nei momenti più brutti, all’inizio, non ho trovato un solo tifoso che mi insultasse, che mi attaccasse per strada o al ristorante. Anzi: tutti sempre pronti a stimolarmi, a invitarmi ad avere coraggio, a fare di testa mia. Oggi che siamo tutti più sereni dico grazie con ancor più forza. Grazie, col cuore: non lo dimenticherò mai. E torno a ripetere un concetto, anche se ho visto che in passato qualcuno sull’altra sponda se l’è presa: io non so se sono fortunato, non so se è un caso, ma resta il fatto che quando cammino per Torino, per questa splendida piccola Parigi, sento sempre parlare del Toro, mai della gi*ve. Amo andare a mangiare nelle osterie del Quadrilatero Romano, vicino al mio albergo. Piccoli ristoranti, ambiente familiare. Mi vedono da solo, al tavolo. Dopo un po’ qualcuno si avvicina. Mi saluta e comincia a parlarmi del Toro. Del suo Toro, sia che abbia 80 anni o 30. Di quel Toro che ormai sento anche mio. Perché io, come il presidente, non voglio pormi limiti. E come Radice inseguo e predico il coraggio. Il Toro rappresenta la faccia bella del calcio italiano, oggi. ...... Fratelli granata... perché so che amate chiamarvi fratelli, tra voi... sappiate che il vostro orgoglio sarà sempre di più il mio orgoglio
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