Siamo quelli cresciuti a pane duro, felici di
prendere a schiaffi il
vento, uno contro dieci, quelli che ridevano in faccia
alla morte.
Granata perche' vivere ci fa male ogni giorno di piu',
perche' quando
ci guardiamo intorno ci fa schifo ogni cosa, perche'
ogni cosa e'
bassa e vile, e niente e' degno dei nostri colori.
Noi siamo gli Dei che ridono degli uomini stolti, noi
siamo i matti
ubriachi in un mondo di sobri attoniti. Noi siamo la
forza dentro. Noi
siamo la tonalità perfetta, la variazione più luminosa.
Siamo quelli che riconoscono il richiamo dorato della
battaglia, che
hanno conosciuto il sangue su quella maglia, quelli che
hanno
ringhiato a Dio quando il destino sottraeva loro un
grammo d’anima.
Quelli che hanno seguito il Toro più o meno rampante
nelle sue corride
spesso impossibili, ad Amsterdam come a Licata.
Noi che non abbiamo digerito il miele perché lo stomaco
sapeva solo
digerire sassi. Che piangiamo di gioia quando si vince,
e ridiamo di
dolore quando si perde. Che tremiamo in silenzio di un
brivido
sottile, sottile come una lama, davanti ai ritagli di
giornale che
narrano epopea e poesia degli Eroi consegnati alla
Leggenda o davanti
un film in bianco e nero di un oceano di bandiere di
metà anni 70.
Noi che abbiamo mani ben ferme col fucile fermo e
dritto come una
cometa.
Noi!
E' giunto è il momento di dare guerra.
Il momento di stare in piedi dritti contro il sole.
Varrà la pena raccontarlo, fra vent’anni, di quella
volta che ci
volevano morti e hanno trovato di fronte a se un oceano
di uomini
vivi, con gli occhi bianchi e sbarrati, la fronte
fredda, il cuore a
mille.
PER IL TORO
PER NOI