Sono felice.
Ieri sera mercato di fantacalcio. A farla da padrone nell'ilare serata non è stato il solito numero del Secco che ha acquistato un centrocampista e per fargli posto ha tagliato un attaccante, ma due parole che ho pronunciato: "SE AVREBBE".
Ovviamente non sono potuto andare avanti nella frase, dato che era già scattata la ola (guidata dal
Secco e seguita a ruota dai
Fab Four - ossia i 5 dell'Accademia della Crusca) unita ad un'ovazione di risate che ha cancellato in un solo istante la musica del Fly ed il rumore dei quattro che giocavano a calcio balilla praticamente all'interno delle nostre orecchie.
Minghia, come diceva Vito Catozzo: "Se io saprei che mio figlio mi diventerebbe un'oricchione....".
Adesso, che non c'é più quel fessacchiotto che fa il balletto di
Ridler ogni volta che provo a riaprire la mia boccuccia, espongo il concetto.
Si stava decidendo l'ormai famoso "caso Maldini" e la discussione del momento verteva sul fatto che fosse necessario astrarsi dal risultato della partita tra Soul Cruzeiros e Gay Kulako, per valutare in maniera serena una regola da dare ad una casistica mai verificatasi prima.
Il concetto che volevo esprimere era il seguente: il fatto importante non è quello di capire se il Fantacalcista che schiera un giocatore non suo potrà vincere o meno la partita, ma di penalizzarlo con un "0" al giocarore indipendentemente dal risultato che ci sarà nella partita stessa. Ossia: "Non importa se avrebbe vinto o no il lunedì schierando un giocatore non suo il sabato, importa il fatto che chi schiera un giocatore non suo deve avere una penalità". Il mio errore
clamoroso è stato quello di cercare di dirla in questo modo: "Se avrebbe vinto o no il lunedì schierando un giocatore non suo il sabato non importa, importa il fatto che chi schiera un giocatore non suo deve avere una penalità".
Peccato che sul "Se avrebbe" sono stato sommerso dalla gioia (altrui) e non ho più potuto parlare. "Se avesse", "Se avesse", "AHAHAHAHAH", l'orda di barbari che conosce solo il periodo ipotetico (dove il "se" regge effettivamente il congiuntivo) inveiva su di me che cercavo di spiegare.... ma niente. Vaglielo a spiegare che il "se" concessivo e avversativo può introdurre una proposizione col condizionale....
come ad esempio avviene nel testo del libro "Il Porto dei Sogni Incrociati", di Björn Larsson, a pagina 11: "
In quei giorni Rosa Moreno veniva presa dalla paura. Al riparo dietro l'angolo di una casa, guardava fisso quell'acqua schiumante, e si chiedeva se avrebbe mai avuto il coraggio di partire. Se avrebbe mai osato vivere.".
Di certo avrei potuto iniziare meglio la frase (tipo: "Non è importante il fatto che avrebbe vinto o meno schierando un giocatore non suo)..... ma non ditemi che lì ci voleva il congiuntivo.
Comunque me lo merito, dato che sono sempre il primo ad esplodere quando qualcuno dice una cagata....
Vi lascio meditare con questo capolavoro di Elio e del grande Mu, sulle note di "Verso l'ignoto" di Marcella e Gianni Bella:
"
Ma io vorrei che la mia cacca sarebbe inodore, come quella,
corta, di mia mamma,
che con le verdurine mi uscisse piano perché, mi presento,
perchèèèè, sono il vento,
la faccio e poi mi pento, la riannuso, con il naso, la rinnego, é fetente, e cerco di restare un po' più a lungo in apnea....
Ma io vorrei almeno la licenza elementare e azzeccare, tre o quattro congiuntivi, se io potrei lo farei..."