Il Blog del Toraz

"Il mondo è pieno di splendidi colori, non è forse un peccato ridurlo al bianco e nero?"
(Dennis R. Little)
 
Io sostengo 12Dicembre

mercoledì, maggio 31, 2006

In nessun altro posto.....

Mario Giordano, direttore del telegiornale di Italia 1, domenica era in curva con i suoi bambini e con noi.
Ha scritto un articolo su Tuttosport, che pubblico, dove tenta di spiegare cosa succede in quel luogo da sogno.....
L'articolo è un po' lungo, ma molto bello.... anche se i sogni sono difficili da spiegare....



I BRIVIDI DI UN GRANATA VERO
«Potevo stare solo in Maratona Lì ho ritrovato un calcio pulito»
MARIO GIORDANO*


POI A UN certo punto è parti­to l’urlo: « La gente… » . Un boato, poi il silenzio totale. Di nuovo la voce lontana: «…vuo­le… ». Lo stesso boato, lo stesso silenzio vibrante di granata antico. E la curva che sembra­va tremare sotto i nostri piedi. « La gente vuole sapere » : è il canto più bello della nostra curva. «… chi noi siamo…». E quando tutto attorno hanno cominciato a sventolare le bandiere, salti, canti, corpi su­dati e voci appiccicaticce in­credibilmente fuse come se fos­sero una cosa sola, beh, allora ho guardato i miei figli Lo­renzo e Alice che saltavano at­torno a me e ho sentito correre lungo la schiena un brivido che pensavo il calcio non po­tesse regalare più. « Siamo i ragazzi del Torino, quelli del­la Maratona».
In quel momento il sogno della A era già praticamente svanito. Eppure è in quel mo­mento che ho capito che qui i sogni non svaniscono, non possono svanire. Ma sì: è sta­to come un paradosso questo strano pomeriggio in Marato­na, cercando di inseguire la promozione e trovando forse qualcosa che vale persino di più. Il Catania vince la sua partita, recitavano monotone le radioline. Ma noi qui siamo in 40 mila, tanti bambini, donne, famiglie, club che sem­bravano morti e che sono ri­sorti, tutti qui insieme a spe­rare nell’AlbinoLeffe, come se l’AlbinoLeffe potesse davvero vincere, come se Mondonico potesse alzare di nuovo la se­dia. Come se il calcio fosse an­cora quello che ci faceva so­gnare quand’eravamo piccoli e già granata come questi marmocchi che cantano e schiamazzano attorno a noi.
Poi, certo, l’AlbinoLeffe per­de. Perde perché dalle nostre parti i miracoli non arrivano via radiolina e nemmeno via telefono o arbitro o guardali­nee: dalle nostre parti i mira­coli si conquistano soffrendo. Siamo fatti così: forse non ci piacerebbe neppure tanto es­sere baciati dalla sorte perché il Toro è il coraggio che vince contro la sfortuna, è la capa­cità di ribaltare il destino, è partire dal fallimento per ar­rivare in cima, fare tanti pun­ti quanti nemmeno si poteva immaginare ed accorgersi che ancora non basta. Il Toro è da­re tutto in campo sapendo che gli astri ce l’hanno un po’ con te, persino adesso che hanno voltato le spalle alle gi*ve.
E così è stato un secondo tempo strano quello di dome­nica. Una festa a metà, una vittoria mutilata, la Marato­na persino un po’ spenta ri­spetto ai suoi ritmi abituali, tutti impegnati, da un certo momento in avanti, a far di conto (ci toccherà l’Arezzo o il Cesena?) e a interrogarsi sul­l’alchimia degli spareggi più che sul residuo di speranza per la A diretta. Si sorrideva, ma nemmeno troppo. Si can­tava, ma a voce un po’ più bas­sa. «Grazie ragazzi», sotto la curva. Comunque vada ci ave­te regalato un pezzo di memo­ria. E un sogno.
E allora, all’improvviso, ho capito che in quel momento non avrei voluto essere da nessun’altra parte che lì. Che non avrei potuto essere da nessun’altra parte che lì. Per­ché dopo settimane passate a parlare di intercettazioni e calcio marcio, dopo aver ana­lizzato fino all’ultimo singulto di Moggi e Carraro, dopo aver letto e parlato solo di Gea, pro­curatori e figli di, mentre il re­sto dello sport s’affanna fra le vergogne di Schumacher e le denunce di Simoni, ebbene, in Maratona si apre la bocca e nonostante la mescolanza di svariati fumi, si respira aria pura come da nessun’altra parte. La passione, come quel­la che avevamo quando crede­vamo ancora che Babbo Nata­le esistesse e che i giocatori fossero tutti come Puliciclone, forti e puri, immacolati cava­lieri della “favola rotonda”.
Ce n’era bisogno, no? Mi so­no girato e ho visto mio figlio Lorenzo, prima partita in as­soluto in Maratona, felice co­me non mai. Un’amica dalla tribuna ci chiedeva: vi vengo a prendere, volete venire qui do­ve si sta più comodi? Gli ho gi­rato la domanda. E lui mi ha risposto come se fossi pazzo: «Manco per idea, io resto qui». Cantava e sventolava lo stri­scione che si era fatto da solo in settimana rubando un len­zuolo alla mamma: « Elvis musica da A». Addosso la ma­glietta nuova: gli avevo chie­sto di sceglierne una fra tutte quelle che c’erano nei ban­chetti fuori dallo stadio. Ce n’erano davvero tantissime. Lui ha voluto quella di Valen­tino.


venerdì, maggio 26, 2006

Toro - Juve 3 a 2!

Sono passati tanti anni da quel giorno da sogno, il 27 marzo 1983. Ancora adesso, per noi che l'abbiamo vissuto, non sembra vero. Ognuno di noi sa esattamente dov'era in quel momento e cosa stava facendo durante i 3' e 41'' più magici della vita.
Un Fratello ha bisogno per il suo piccolino.... per farlo entrare nella magia.... ed ogni volta che c'è da far crescere un cucciolo granata occorre attivarsi con gioia.

Ecco i file audio(tasto destro del mouse e "Save Target as"):
Dossena
Bonesso
Torrisi
E il video:
Toro-Juve 3 a 2

giovedì, maggio 18, 2006

Minghia trent'anni!

Trant'anni di sfottò, ma adesso ci vendichiamo!!!! :-)

giovedì, maggio 11, 2006

Capire Pulici

Granata da Legare, di Massimo Gramellini
Gian Paolo Ormezzano, su La Stampa, presenta il libro di Massimo Gramellini, Granata da legare.

Ecco un piccolo estratto:
Capire del tutto Pulici e portarselo nel cuore e nella mente, avendo avuto la buona sorte anagrafica di vederselo scorrere a fianco per tanti anni, significa - facile dirlo dopo avere letto il Pulici di «Granata da legare» - essere bambino giovane e poi bambino adulto per sempre, scusate se è poco.

Capire Pulici, capire il Toro, applicare questa fortuna alla vita, significa usare il calcio - demenzialità compresa di esso, poetica nel tifoso, criminosa nel teppista - per finalità intellettuali e sentimentali di vita. Come si fa o si dovrebbe fare con tutto lo sport, fenomeno onnicomprensivo, lente con cui guardare tutta l'esistenza.

Marketing juve: ecco la nuova maglia 2006/07!

La nuova maglia della juve per la stagione 2006/07

giovedì, maggio 04, 2006

A Messina manda Cassarà

E' incredibile come, quando si parla di calcio, tutto sia lecito, anche il palese illecito.
TgCom pubblica i dialoghi tra Luciano Moggi ed il designatore degli arbitri del periodo a cui i dialoghi si riferiscono, Pairetto.
La lettura di questi dialoghi può stupire solo chi non ha mai sentito pronunciare la parola "calcio", eppure se parli con chi tifa giuve è sempre una congiura contro di loro.
Vi invito caldamente alla lettura, dalla quale emergono esplicitamente le verità che si continua a cercare di negare, concordando in pieno con la proposta di Paolo Ziliani.
Ogni commento di voi giuventini è scontato.... non credo che riuscirete a stupirmi, come sempre.

lunedì, maggio 01, 2006

Mannaggia a 'sto sabato!

La tensione si poteva tagliare con il coltello.... era la prima di campionato in ottava. La mia squadra era carica e l'avversario sembrava alla nostra portata; oltre a questo c'era il fatto che non si poteva sfigurare con il Pingo Doce di Paolino (che aveva fatto con il solito culone il doppio salto di categoria) e Le Volpi del Kentucky di Macci (alla prima storica partita, notoriamente impossibile da vincere).
Risultato: ho sukato 2-0, Paolino ha vinto 2-1 e Macci 8-0!!!!!

Sconsolato, la sera, mi collego in streaming per ascoltare la radiocronaca di gara 4 tra i Rangers e i Devils, la gara che poteva ridare ossigeno o mandare nel baratro i Rangers dopo un'ottima stagione...... dopo tre ore di ascolto vado a dormire con le pive nel sacco e dovrò attendere un'altra stagione.

Per fortuna è arrivata la domenica.....